Il Sonno contribuisce a rinforzare che cosa abbiamo imparato. E le scansioni di cervello hanno rivelato che l'attività cerebrale connessa con l'apprendimento delle informazioni nuove è ripetuta durante il sonno.
Ma, in uno studio pubblicato nella Biologia di PLoS del giornale di accesso aperto, Philippe Peigneux ed i colleghi all'Università di Liegi dimostrano per la prima volta che il cervello non aspetta fino alla notte per strutturare le informazioni. Il Giorno e notte, il cervello non smette (con riferimento a) di lavorare che cosa impariamo.
Approfittando di nuove opportunità offerte dall'Imaging A Risonanza Magnetica funzionale di 3 Tesla (fMRI), Philippe Peigneux et al. ha registrato (o ha scandito) l'attività cerebrale dei volontari mentre hanno eseguito un compito che uditivo dell'attenzione di dieci-minuto ogni mezza ora in due sessioni ha spaziato fuori durante alcune settimane. In ciascuna di queste sessioni, durante la mezza ora fra le prime due scansioni del compito dell'attenzione, il volontario è stato dato qualche cosa di nuovo imparare. Una terza scansione poi è stata eseguita dopo un resto di mezz'ora. Durante l'una delle due sessioni, il volontario ha memorizzato un itinerario in una città virtuale lui o stava esplorando su un computer. Questo compito spaziale di percorso è conosciuto di dipendere dall'ippocampo, una struttura cerebrale che svolge un ruolo vitale nell'apprendimento. L'altra sessione era votata ad acquisizione da ripetizione (o dall'apprendimento procedurale) delle sequenze nuove di visuomotor. Per questo compito, non era necessario che il subordinato è informato di cui lui o lei stava imparando ed il suo successo dipende pricipalmente dall'integrità dello striatum e delle regioni di motore relative.