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Le disfatte neurobiologic dei meccanismi di difesa

Published on May 23, 2007 at 12:18 AM · No Comments

Un gruppo di ricercatori dall'Università di Magdeburgo e Zurigo hanno descritto le conoscenze attuali circa le basi neurobiologic che sono alla base dei meccanismi di difesa in un esame pubblicato nell'emissione di Maggio di Psicoterapia e di Psychosomatics.

Il progresso Corrente in neuroscienze conoscitive ed affettive sta influenzando costantemente lo sviluppo della teoria e della pratica psicanalitiche. Tuttavia, malgrado il dialogo emergente fra la neuroscienza e la psicanalisi, le costruzioni psicanalitiche di fondo di trattamenti di un neurone quali i meccanismi di difesa rimangono poco chiare. Uno dei problemi principali nello studio della relazione psychodynamic-di un neurone consiste sistematicamente nel collegamento del contenuto diverso di esperienza soggettiva in prima persona all'osservazione della terza persona degli stati di un neurone. Gli Autori quindi hanno introdotto una strategia metodologica appropriata, “la neuroscienza in prima persona„, che punta su mettere a punto i metodi per sistematicamente il collegamento dati della terza persona e primi. L'utilità della neuroscienza in prima persona può essere dimostrata dall'esempio del meccanismo di difesa di regressione sensorimotoria come paradigmatically osservata in catatonia.

Gli studi Combinati della rappresentazione e psychodynamic suggeriscono che la regressione sensorimotoria potrebbe essere associata con disfunzione nella rete neurale compreso il orbitofrontal, le cortecce mediali di premotor e prefrontali. Nella regressione sensorimotoria generale ed in altri meccanismi di difesa sono le costruzioni psicanalitiche che sono supposte per essere costellazioni emozionale-conoscitive complesse. In questo documento gli Autori suggeriscono che i meccanismi funzionali specifici che integrano l'attività di un neurone attraverso parecchie regioni del cervello (cioè integrazione di un neurone) siano i substrati fisiologici dei meccanismi di difesa. Concludono che la neuroscienza in prima persona potrebbe essere una strategia metodologica appropriata per l'apertura della porta ad una migliore comprensione dei trattamenti di un neurone dei meccanismi di difesa e della loro modulazione in psicoterapia psicanalitica.

http://www.uni-magdeburg.de