Secondo l'ultima gente della ricerca che catturi le dosi regolari della vitamina D hanno significativamente un più a basso rischio della morte presto che coloro che non fa.
Altro, la ricerca più iniziale ha suggerito che una carenza della vitamina D possibilmente sollevasse un rischio delle persone di cancro, di malattia di cuore e di diabete, ma queste ultimi risultati indicano che la vitamina conferisce un vantaggio ancora più notevole.
I ricercatori hanno fatto partecipare il sospetto che la vitamina può amplificare le cellule tumorali del blocco e del sistema immunitario dalla diffusione.
Il Dott. Philippe Autier dei Ricercatori dell'Agenzia Internazionale per Ricerca Sul Cancro In Francia ed il Dott. Sara Gandini dell'Istituto Europeo dell'Oncologia a Milano, dicono che le dosi ordinarie dei supplementi di vitamina D sembrano essere associate con una diminuzione nel tasso di mortalità totale.
I ricercatori sono arrivato a questa conclusione effettuando un esame di 18 prove separate che fanno partecipare quasi 60.000 pazienti.
Le dosi della vitamina D hanno stato in media 528 unità internazionali, che è all'interno dell'intervallo della maggior parte dei supplementi disponibili nel commercio di vitamina D.
La meta-analisi ha rivelato che quasi 5.000 dei partecipanti agli studi sono morto su un periodo medio di seguito di 5,7 anni ma coloro che ha catturato i supplementi di vitamina D hanno avuti i 7 per cento più a basso rischio della morte.
Le cause della morte specifiche negli studi non sono state considerate ed i partecipanti di studio hanno incluso principalmente di mezza età sano o gli anziani.
I ricercatori dicono che la vitamina D è importante per entrambi i denti ed ossa come pure cellule nervose in buona salute e sembra fungere da regolatore importante del sistema immunitario.
Gli Alimenti naturalmente ricchi di vitamina D includono il formaggio, le uova, il pesce quali il salmone e le sardine, i cereali da prima colazione fortificati, del latte e la margarina.
La Vitamina D è conosciuta come la vitamina “del sole„ perché l'organismo la produce durante l'esposizione a luce solare.
La ricerca è pubblicata nella questione attuale degli Archivi di Medicina Interna.