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Da riuscito invecchiamento alla demenza severa

Published on November 16, 2007 at 1:09 AM · No Comments

Un numero speciale recentemente pubblicato del Giornale del Morbo di Alzheimer contiene i contributi dagli esperti in materia di invecchiamento, demenza ed il Morbo di Alzheimer, che ha presenziato “alla Quarta Riunione Annuale su invecchiamento e su Demenza del Cervello - Da riuscito invecchiamento alla demenza severa„, Tenuta a Perugia nell'ottobre 2006 sotto gli auspici dell'Associazione Italiana di Psychogeriatric, un membro dell'Associazione Internazionale di Psychogeriatric, la riunione celebra il centenario della prima descrizione di Alzheimer della malattia.

Gli articoli riguardano parecchi argomenti sull'ANNUNCIO: gli aspetti sociologici, epidemiologici, clinici e biologici offrono un'ampia generalità su questa malattia complessa.

Robert Binstock, dalla Case Western Reserve University, da Cleveland (U.S.A.), dai rapporti alcune riflessioni sulle sfide politiche etiche, di morale e per i professionisti ed i politici di sanità dovuto l'invecchiamento delle nazioni industrializzate. Questo fenomeno sociale è associato con una domanda migliorata sia della sanità acuta che a lungo termine per gli anziani che sempre più sforzeranno le risorse economiche.

Laura Fratiglioni e Hui-Xin Wang, dall'Istituto di Karolinska di Stoccolma (Svezia), esaminano il concetto “della riserva del cervello„ che si riferisce alla capacità di tollerare i cambiamenti relativi all'età e la patologia in relazione con la malattia nel cervello senza sviluppare i chiari sintomi clinici. Gli studi Epidemiologici indicano che la riserva del cervello è collegata mentalmente con una serie di aspetti compreso alta formazione, complessità professionale del lavoro di adulto-vita come pure e socialmente è integrata stile di vita.

Editore di Ospite Patrizia Mecocci e colleghi dall'Università Italiana di Perugia (Elena Mariani) ed Università di rassegna di Palermo (Roberto Monastero) gli aspetti più recenti relativi all'epidemiologico, aspetti clinici, neuropathological, neuroimaging, biochimici e terapeutici di Danno Conoscitivo Delicato, un'entità nosological proposta come stato intermedio fra invecchiamento normale e demenza, con attenzione specifica agli indicatori possibili della conversione a demenza.

Ezio Giacobini e Robert Becker dall'Università di Ginevra (Svizzera) spiegano i trattamenti possibili dell'ANNUNCIO che dovrebbero modificare il corso dei trattamenti patologici alla base di questa malattia. Parecchi vaccini attivi e passivi contro amiloide-â hanno umanizzato l'anticorpo, droghe che mirano a diminuire la fosforilazione di tau (GSK3 inibitori), l'anti-amiloide-aggregazione e le molecole anti-APO-e sono considerate, mentre gli sviluppi di gamma-e i beta-secretase inibitori, dovuto le difficoltà intrinseche, sembrano non ancora raggiungere le fasi cliniche.

Clive Ballard ed i suoi colleghi Susanne Sorensen e Sharp dall'College di Re, elasticità di Samantha di Londra (REGNO UNITO) una breve generalità dell'efficacia clinica degli inibitori del colinesterasi per il trattamento del Morbo di Alzheimer, discute dettagliatamente la valutazione PIACEVOLE di questi trattamenti nel REGNO UNITO come esempio di un tentativo di valutazione standardizzata della redditività e discute un modo proposto in avanti raggiungere un approccio unificato e coerente alla valutazione della redditività per le terapie antidemenziali.