I pazienti di Carcinoma della prostata ricevono spesso il trattamento che è controindicato dai termini preesistenti, come disfunzione delle viscere o urinaria, secondo un nuovo studio.
Il Dott. James Talcott del Policlinico di Massachusetts a Boston e co-ricercatori ha trovato che i pazienti con determinate disfunzioni di pretrattamento ricevono spesso controindicato o “ha mal adattato„ le terapie, che possono piombo ai risultati peggiori. Lo studio è pubblicato nell'emissione di CANCRO, un giornale pari-esaminato del 1° gennaio 2008 dell'Associazione del Cancro Americana.
L'Associazione del Cancro Americana stima che più di 218.000 uomini Americani siano diagnosticati con carcinoma della prostata e più di 27.000 muoiono ogni anno dalla malattia. I tre trattamenti più comuni per la malattia sono radiazione esterna del raggio, brachytherapy e prostatectomy radicale.
Gli studi Clinici non hanno trovato differenze nell'efficacia fra le tre terapie principali per il trattamento di carcinoma della prostata, ma ciascuno porta con determinati rischi, quali l'incontinenza urinaria o la disfunzione sessuale. Di Conseguenza, la migliore terapia per un paziente particolare dipenderà dalla persona? stato di pretrattamento di s. Per esempio, i pazienti con disfunzione preesistente delle viscere non dovrebbero ricevere la radiazione esterna del raggio poichè una prima riga di terapia perché il trattamento irradia inevitabilmente il retto adiacente oltre alla prostata e causa la disfunzione acuta ed a lungo termine delle viscere. Similmente, i pazienti con i sintomi ostruttivi urinarii problematici non dovrebbero ricevere brachytherapy, che consegna la radiazione alla prostata e può causare l'ostruzione completa in pazienti con i sintomi ostruttivi preesistenti.
Il Dott. Talcott ed i suoi colleghi ha esaminato 438 pazienti che hanno cercato la terapia per non trattato, il carcinoma della prostata localizzato da parecchi ospedali nell'area di Boston fra il 1° giugno 1994 ed il 31 agosto 2000. Parecchi questionari supplementari sono stati spediti ai pazienti fino a 36 mesi dopo il trattamento e le cartelle sanitarie sono state esaminate.