Gli Scienziati costituiti un fondo per dalla Biotecnologia e dal Consiglio della Ricerca di Scienze Biologiche (BBSRC) all'Istituto Universitario Imperiale Londra hanno superato due ostacoli significativi sulla strada a sfruttare le cellule staminali per costruire le toppe per i cuori nocivi.
Presentando la ricerca ad una conferenza BRITANNICA di Iniziativa della Cellula Staminale oggi (13 dicembre) a Coventry, il Professor Sian Harding della guida della ricerca spiegherà come il suo gruppo ha realizzato i progressi significativi nella maturazione delle celle battenti del cuore (cardiomyocytes) derivate dalle cellule staminali embrionali e nello sviluppare l'armatura fisica che sarebbe necessaria giudicare la toppa sul posto nel cuore in tutta l'applicazione clinica futura.
Dall'inizio i ricercatori Imperiali dell'Istituto Universitario stanno mirando a risolvere due problemi nello sviluppo di una toppa del cuore della cellula staminale. Il primo è effetti secondari indesiderabili, quale l'aritmia, che può derivare dai cardiomyocytes acerbi e non sviluppati che sono presentati al cuore. Il secondo è l'esigenza di un'impalcatura che può biocompatibile con il cuore e giudicare i nuovi cardiomyocytes sul posto mentre integrano nel tessuto attuale del cuore. Abbinando il materiale al muscolo di cuore umano egualmente è sperato di impedire il deterioramento della funzione del cuore prima che le celle assumano la direzione di.
Il Professor Harding dirà alla conferenza che il gruppo della cellula staminale, piombo dal Dott. Nadire Ali, co-ricercatore sulla concessione, è riuscito a seguire i cardiomyocytes cella-derivati gambo embrionale battenti per fino a sette mesi in laboratorio ed a dimostrare che queste celle maturano. In questo periodo le celle hanno coordinato l'attività battente ed adottano i comandi maturi trovati nel cuore adulto entro circa quattro mesi dopo la loro generazione dalle cellule staminali embrionali. Questi cardiomyocytes sviluppati poi saranno più compatibili con cuore adulto e meno probabili da causare le aritmia.