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La chemioterapia migliora la sopravvivenza e diminuisce il rischio di ricorrenza in donne con il cancro ovarico della fase I

Una nuova chemioterapia dei ritrovamenti di studio migliora la sopravvivenza e diminuisce il rischio di ricorrenza in donne con il cancro ovarico della fase I (cancro che non si è sparso oltre l'ovaia). Ma rimane poco chiara che i pazienti la maggior parte del vantaggio dalla chemioterapia ausiliaria e che cosa il regime terapeutico ottimale comporterebbe.

I risultati vengono da un esame analitico dei dati da 13 prove ripartite con scelta casuale di controllo (RCTs), che saranno pubblicate nell'emissione del 1° novembre 2004 di CANCRO, un giornale pari-esaminato dell'associazione del cancro americana.

Circa un quarto di tutti i cancri ovarici è catturato mentre limitato alle ovaie, quando la sopravvivenza quinquennale è 85 per cento. Ma il vantaggio terapeutico della chemioterapia ausiliaria rimane discutibile. Tutti i medici acconsentono quella chirurgia che comprende l'organizzazione è critica alla sopravvivenza. Alcuni medici possono preferire non offrire la chemioterapia per i loro pazienti, poiché otto in dieci sono trattati adeguatamente da chirurgia da solo. Potrebbero discutere quello che dà tutti i pazienti che della fase I la chemioterapia piombo agli eventi avversi inutili senza il vantaggio di sopravvivenza per la maggior parte dei pazienti.

Dato la controversia, Laurie Elit, M.D., del centro regionale del Cancro di Juravinski in Ontario, il Canada ed i suoi colleghi ha condotto una meta-analisi dei dati del RCT pubblicati dal 1965.

In primo luogo, l'organizzazione chirurgica adeguata era un fattore prognostico per la sopravvivenza del cancro. La maggior parte dei studi in questo esame non hanno mostrato l'organizzazione adeguata dei pazienti. In secondo luogo, i pazienti che hanno ricevuto tutta la chemioterapia ausiliaria hanno avuti un più a basso rischio della morte (rischio relativo, 0,74) e della ricorrenza (rischio relativo, 0,70) che coloro che non ha ricevuto la chemioterapia. Tuttavia, i dati insufficienti ed i dati contrastanti esistono per quanto riguarda i regimi ottimali (per esempio, tre contro sei cicli), le dosi ottimali ed il ruolo della radioterapia ausiliaria.

Gli autori raccomandano vivamente che le donne ricevano l'organizzazione chirurgica appropriata: “donne con il cancro ovarico ottimamente messo in scena della fase I, una rassegna di patologia da un patologo ginecologico ed i buoni fattori prognostici (fase Ia o il grado di Ib della fase 1) ha una prognosi eccellente senza chemioterapia ausiliaria.„ Aggiungono: “C'è prova che la chemioterapia ausiliaria migliora la sopravvivenza e che fa diminuire le tariffe di ricorrenza. Che cosa resta definire è la popolazione dei pazienti della fase I che la maggior parte del vantaggio dalla terapia ausiliaria, il regime ottimale della chemioterapia e la dose e la durata del trattamento.„