Nessuna ragione scientifica disponibile ammettere collegamento fra l'assorbimento di BPA e MIH in bambini

Secondo la severità sintomatica e fenotipica lo stato dei denti gessosi è categorizzato in tre livelli. I sintomi dei denti gessosi in primo luogo sono stati descritti nel 1978, con il hypomineralization dell'molare-incisivo di termine (MIH) presentato nel 2001. La circostanza è la conseguenza di un difetto delineato nello sviluppo dello smalto dentario che pregiudica almeno uno dei denti arretrati permanenti (molari) e, in determinate circostanze, egualmente comprenderà gli incisivi. Secondo copertura mediatica recente tali difetti del dente sono reclamati per essere attribuibili all'assorbimento del bisfenolo A (BPA).

Fra una vasta gamma di vari prodotti BPA può anche accadere in materiali del contatto dell'alimento. Il suo uso nella lavorazione di biberon è stato vietato dal 2011. I rapporti di una connessione possibile fra MIH e l'BPA-esposizione sono basati su uno studio da Jedeon et al. (2013) che hanno esaminato la connessione fra l'esposizione di BPA ed i difetti di mineralizzazione dello smalto dentario in ratti. In pubblicazioni successive gli autori hanno riferito che le perturbazioni di mineralizzazione si sono presentate pricipalmente in maschio (fino a 71%) ed in di meno frequentemente in ratti femminili (soltanto fino a 31%) (Jedeon et al., 2016a; Jedeon et al., 2014) ed a via controllata a ormone selezionata identificata di segnalazione come obiettivi molecolari potenziali (Houari et al., 2016).

L'istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (FB) ha valutato lo studio (Jedeon et al., 2013) e conclude che non c'è corrente ragione scientifica di presupporre una connessione fra l'assorbimento di BPA l'avvenimento di MIH in bambini. Secondo i dati recenti dall'assorbimento olandese e orale di BPA in bambini alto-esposti ammonta a 0,14 microgrammi (μg) al peso corporeo (kg) ed al giorno di chilogrammo. Questo IS-IS 35 cronometra più in basso della dose usata da Jedeon et al. (2013). Insieme con il comportamento tossicocinetico differente di BPA in esseri umani un collegamento diretto fra BPA e MIH quindi sembra improbabile in esseri umani nelle circostanze dell'esposizione in vivo expectable.

Dovrebbe essere notato che lo studio di Jedeon et al. è conforme a parecchie limitazioni, che limitano la sua trasferibilità. L'esame nel 2013 è stato condotto esclusivamente sui ratti maschii con soltanto una dose di BPA che è usando. Gli studi successivi hanno indicato che i rispettivi risultati erano considerevolmente più deboli o inesistenti in femmine (Jedeon et al., 2014). Egualmente sembra che gli effetti mancanti sul giorno 100 dello sviluppo postnatale non siano stati messi sufficientemente nel contesto. I risultati di altri gruppi dagli studi multigenerational sui ratti e sui mouse, alcuni di cui hanno usato le dosi molto alte di BPA senza danno riferito del dente, non sono stati presi in considerazione.

Lo stato di MIH si presenta in Europa con una frequenza di 3 22%, con un avvenimento mondiale di 2 40% (Elhennawy et al., 2017). Le varie ragioni sono presupposte di contribuire a questo avvenimento. Gli studi epidemiologici indicano per esempio le malattie materne durante l'ultimo trimestre della gravidanza, le complicazioni durante la nascita o la frequente malattia durante il primo anno del bambino nato (possibilmente febbre troppo alta anche connessa). Altre ragioni discusse sono bassi livelli di sangue di vitamina D come pure assunzione in anticipo del amoxicilli antibiotico. Altro studia il rapporto su una connessione possibile fra MIH e l'esposizione aumentata a diossina, dato che sotto i bambini di 5 anni con i livelli elevati del siero della diossina di tetrachlorodibenzo (TCDD) a Seveso successivamente ha mostrato una prevalenza aumentata di MIH.

Complessivamente sembra che MIH sia causato da vari fattori e così debba essere considerato uno stato multifattoriale (Schneider e Silva, 2018).

Sorgente: https://www.bfr.bund.de/cm/349/connection-between-chalky-teeth-in-children-and-the-uptake-of-bisphenol-a-not-likely.pdf