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I ricercatori producono l'anticorpo artificiale capace dei prioni di didascalia in laboratorio

Le malattie da prioni pregiudicano il cervello, causante i problemi neurodegenerative che piombo sempre alla morte. Hanno attirato l'attenzione verso la fine degli anni 90 dovuto lo spavento “della mucca pazza„. Oggi rimangono incurabili e capite male al livello molecolare. Sebbene la malattia della mucca pazza non sia una minaccia più dovuto controllo veterinario, uccisione umana delle malattie da prioni (moduli ereditari e sporadici) circa 400 persone all'anno in Europa.

Il gruppo di Luca Varani, all'istituto per la ricerca in biomedicina (IRB, affiliato al italiana di Svizzera di della di USI Università, Svizzera) ha prodotto un anticorpo artificiale capace per bloccare i prioni in laboratorio, anche quando amministrato quando i segni del neurodegeneration contagioso sono già evidenti nei modelli cellulari. Lo studio, pubblicato negli agenti patogeni del giornale scientifico PLOS e svolto in collaborazione con l'università di Zurigo, fa il nuovo indicatore luminoso sul meccanismo responsabile di neurotossicità del prione ed apre la strada ai nuovi approcci terapeutici contro i prioni ed altre malattie neurodegenerative.

Le malattie da prioni sono causate da una proteina che, dovuto le cause molecolari sconosciute, può trasformare in un agente contagioso e tossico: il prione. Queste malattie possono avere origine sporadica o ereditaria, dovuto le mutazioni del DNA. Nella malattia della mucca pazza, oggi quasi completamente sradicata, la patologia umana è causata da ingestione dei prioni presenti in animali contagiosi. Le malattie da prioni sono rare, è quindi importante che la ricerca, realizzata dalle università e dalle istituzioni di NO--utili, è supportata dagli enti governativi e dalle entità private.

I ricercatori di IRB hanno usato una miscela delle simulazioni e degli esperimenti di calcolo del laboratorio per sviluppare un anticorpo che risolve entrambi sopra i problemi a partire da un'idea esagerata ma efficace. Hanno catturato un anticorpo tossico che può avviare le malattie da prioni (il brutto) ed essi lo hanno fuso con un anticorpo che non è tossico ma non possono proteggere dal prione (il buon), ottenente “un doppio„ anticorpo artificiale (“bispecific„ nei termini scientifici) che può fare maturare la malattia da prioni in laboratorio anche se amministrato quando i segni del neurodegeneration sono già evidenti (il neuroprotective).

Durante gli ultimi anni, i ricercatori da ogni parte del mondo hanno messo la grande speranza alle nelle terapie basate a anticorpo. Gli anticorpi, molecole naturali del sistema immunitario, sviluppate finora possono proteggere dal prione nelle prove di laboratorio soltanto se amministrato prima dell'agente infettante: il prione stesso. Ciò complica il loro uso terapeutico, poiché le malattie da prioni sono diagnosticate soltanto quando il neurodegeneration è già evidente ed in questa fase questi anticorpi sarebbero inefficaci. Anche peggio, alcuni anticorpi possono avviare le reazioni neurotossiche anche in assenza dell'infezione del prione.