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Caponi suscettibili di e bacini idrici potenziali per il coronavirus novello

Durante lo scoppio 2002-2004 di coronavirus di sindrome respiratorio acuto severo (SARS-CoV-1), i caponi che vivono con i pazienti sono stati trovati per essere infettati e per trasmettere il virus. Con la pandemia corrente COVID-19 causata dal simile coronavirus 2 (SARS-CoV-2) di sindrome respiratorio acuto severo, i ricercatori dalla Kansas State University, la Louisiana State University e la scuola di medicina di Icahn al monte Sinai stanno esaminando la possibilità che il virus egualmente è trasmesso dagli animali domestici nazionali, particolarmente caponi.

Studio: Infezione SARS-CoV-2, malattia e trasmissione in capone nazionale. Credito di immagine: Harry H/Shutterstock
Studio: Infezione SARS-CoV-2, malattia e trasmissione in capone nazionale. Credito di immagine: Harry H/Shutterstock

Lo studio pubblicato sul bioRxiv* del " server " della pubblicazione preliminare nell'agosto 2020 indica che questo effettivamente sta avendo luogo, con i caponi dell'animale domestico che sono infettati e che passano sull'infezione ai contatti. Egualmente offre la probabilità vedere come la malattia progredisce in un host suscettibile.

La ricerca priore ha indicato che sia nelle circostanze naturali che sperimentali, il virus infetta parecchie specie, compreso la diffusione naturale ai cani, ai caponi, ai leoni ed alle tigri e visone coltivato. La diffusione sperimentale è stata dimostrata in cani, in caponi, in furetti, in maiali, in polli ed in anatre con risparmio di temi nella maggior parte delle specie eccetto nei cani, i maiali e gli uccelli. I primati non umani mostrano la capacità da infettare con il virus con conseguente delicato ad uno spettro severo della malattia.

Lo studio corrente è puntato su che capisce come gli animali che vivono a casa possono svolgere un ruolo nel mantenimento del virus in tensione e nel propagarlo tra altri animali ed esseri umani come pure capire quali specie ospite sono naturalmente vulnerabili all'infezione.

L'infezione dei caponi rimane asintomatica

Lo studio ha indicato che sebbene i caponi nazionali fossero infettati dopo l'esposizione agli inoculum intranasali ed orali del virus e sparsi l'infezione ai loro contatti, essi non ha mostrato segni clinici dell'infezione all'infuori di una temperatura oltre 38,7 oC il giorno 2. I caponi della sentinella che sono stati esposti ai caponi infettati il giorno 1 dopo che l'inoculazione degli ultimi ha mostrato le più alte temperature i giorni 1, contatto seguente 10 e 12, ma non altrimenti.

Tutti gli animali nello studio hanno mostrato un peso corporeo costante, indicante la salubrità normale. Non c'erano profonde alterazioni in globuli o biochimica del siero ed i conteggi di globulo bianco erano normali generalmente.

Progettazione di studio. Dieci caponi sono stati collocati in tre gruppi. Il gruppo 1 (animali infettati principale) ha consistito di sei caponi (tre caponi/gabbia) ed è stato inoculato tramite vie intranasali ed orali (PO) simultaneamente con una dose totale di 1 x 106 TCID50 di SARS-CoV-2 in 2 ml DMEM. I caponi nel gruppo 2 (n=2; faccia la guardia gli animali del contatto) ed il gruppo 3 (n=2; gli animali di controllo falsi) sono stati alloggiati in una stanza separata. Alla sfida di un giorno del paletto, i due caponi nel gruppo 2 co-sono stati mescolati con gli animali infettati principale nel gruppo 1 (un capone per gabbia) ed hanno servito da comandi del contatto della sentinella. I due caponi rimanenti nel gruppo 3 rimanente alloggiato in una stanza separata e servito da comandi negativi derisione-infettati. Gli animali infettati direttore sono stati eutanasizzati e necropsied a 4 (n=2), 7 (n=2) e 21 (n=1) DPC per valutare il corso della malattia. I due animali di controllo negativi nel gruppo 3 sono stati eutanasizzati e necropsied al DPC 3. I tre animali rimanenti dal gruppo 1 (un animale infettato direttore) e dal gruppo 2 (due animali del contatto della sentinella) sono stati mantenuti per gli studi futuri di reinfezione.
Progettazione di studio. Dieci caponi sono stati collocati in tre gruppi. Il gruppo 1 (animali infettati principale) ha consistito di sei caponi (tre caponi/gabbia) ed è stato inoculato tramite vie (IN) intranasali ed orali (PO) simultaneamente con una dose totale di 1 x 106 TCID50 di SARS-CoV-2 in 2 ml DMEM. I caponi nel gruppo 2 (n=2; faccia la guardia gli animali del contatto) ed il gruppo 3 (n=2; gli animali di controllo falsi) sono stati alloggiati in una stanza separata. Alla sfida di un giorno del paletto (DPC), i due caponi nel gruppo 2 co-sono stati mescolati con gli animali infettati principale nel gruppo 1 (un capone per gabbia) ed hanno servito da comandi del contatto della sentinella. I due caponi rimanenti nel gruppo 3 rimanente alloggiato in una stanza separata e servito da comandi negativi derisione-infettati. Gli animali infettati direttore sono stati eutanasizzati e necropsied a 4 (n=2), 7 (n=2) e 21 (n=1) DPC per valutare il corso della malattia. I due animali di controllo negativi nel gruppo 3 sono stati eutanasizzati e necropsied al DPC 3. I tre animali rimanenti dal gruppo 1 (un animale infettato direttore) e dal gruppo 2 (due animali del contatto della sentinella) sono stati mantenuti per gli studi futuri di reinfezione.

Virus presente in vie respiratorie superiori

Quando gli animali sono stati esaminati tramite tamponi nasali a presenza di RNA virale, tutti i caponi infettati hanno verificato il positivo a partire dai giorni 1 - 10, ma il massimo ai giorni da 1 contatto seguente a 5. Per quanto riguarda gli animali del contatto, hanno verificato il positivo a partire dal secondo giorno dal contatto, rimanente così fino al nono giorno. Il più alto numero di copia aveva luogo i giorni 6 o 7, comparabile nella grandezza a quello osservato negli animali infettati ai giorni da 1 a 5 dopo l'inoculazione.

I tamponi orofaringei sono stato positivi e rimanenti così a partire dai giorni da 1 post-contatto a 10, per gli animali infettati ed a partire dai giorni 2 - 4 per i contatti. Il numero di copia di punta era il giorno 4 dall'inoculazione e dal post-contatto del giorno 4, rispettivamente, ma era 1-2 registri più bassi di quello dei tamponi nasali eccezione fatta per i caponi infettati sull'post-inoculazione del giorno 4.

Virus trovato in tessuti respiratori

I tessuti delle vie respiratorie hanno mostrato la presenza del virus ai giorni 4 e post-inoculazione 7 con 107 - 1011 copies/mL in tutti i caponi sottoposti ad autopsia, ma ai livelli più bassi nei polmoni riguardante il radiatore anteriore e la bocca, o vie respiratorie superiori, il giorno 7. Ha continuato ad essere trovato nei campioni del polmone e bronchiali al 21 giorno dall'inoculazione e nel lavaggio nasale e nel fluido di lavaggio bronchioalveolar (BALF) ottenuti i giorni 4 e 7, ma non il giorno 21. Il parenchima polmonare era coerente negativo per gli antigeni ed il RNA virali affatto questi punti di volta.

Virus presente in altri organi

I ricercatori hanno trovato il RNA virale agli alti livelli in tamponi rettali a partire dal giorno 3 dell'inoculazione e dal giorno 2 dopo il contatto con i caponi infettati, continuanti ad essere individuato fino ai giorni 14 o 13 dall'inoculazione e dal contatto, rispettivamente. Gli animali sono diventato negativi il giorno 21 dall'inoculazione dei caponi infettati primari.

Altri siti dell'infezione hanno incluso l'intestino, tonsille e milze, altri linfonodi, cuore, reni, bulbi olfattivi e midollo osseo a partire dal giorno 4 in avanti almeno fino al giorno 21. Il numero di copia era più alto nelle tonsille ed i linfonodi del mesentere come pure la trachea ed i bronchi, tutti i giorni, mentre la positività della milza è stata osservata solo dopo il giorno 4 dell'inoculazione. Il tessuto del cuore e dell'intestino è stato riunito in tutti gli animali ed ha mostrato una reazione costante positiva per RNA virale.

Il liquido cerebrospinale ha mostrato la prova della partecipazione in alcuno ma di non tutti i caponi al giorno 7 ma inoculazione seguente non 21, mentre tutti i campioni di sangue sono rimanere negativi per la PCR virale. I campioni di tessuto hanno dato segni di infiammazione, tutto questi che mostrano l'infezione produttiva. Cioè la presenza iniziale del virus e della persistenza virale è stata veduta soltanto nelle vie respiratorie superiori ed in tessuto linfoide.

Al contrario, l'infezione iniziale era assente nella milza, che ha mostrato la positività della prova soltanto il giorno 7 ed il giorno 21.

Sieroconversione dei caponi a seguito dell'infezione

Tutti hanno infettato ed i caponi del contatto hanno mostrato la sieroconversione i giorni 10, 14 e 21 dall'inoculazione ed i titoli dell'anticorpo per gli anticorpi di neutralizzazione provenivano a partire dal 1:40 al 1:320. Gli anticorpi di neutralizzazione non sono stati trovati nell'infettata in e non contattano gli animali prima del settimo o del decimo giorno, rispettivamente, mentre gli anticorpi anti--N erano presenti a partire dal giorno 7 e dal giorno 10 dall'inoculazione, rispettivamente. gli anticorpi obbligatori del dominio (RBD) del Anti-ricevitore sono stati trovati in infettato in e contattano gli animali a partire dal giorno 7 e dal giorno 14 dall'inoculazione, rispettivamente, con il 21 giorno.

La presenza di anticorpi di neutralizzazione con l'assenza di segni clinici ed istologici dell'infezione severa indica il riuscito ripristino via una risposta immunitaria anticorpo-mediata in 3 settimane dell'infezione sperimentale. Sparga dal infettato agli animali del contatto si è presentato entro 2 giorni del contatto, come constatato nei rapporti più iniziali. La maggior parte dei itinerari probabili sono i tratti gastrointestinali respiratori e, come indicato dall'alto spargimento virale. La diffusione dispersa nell'aria è considerata improbabile come itinerario efficiente della diffusione fra i caponi, in base agli studi più iniziali.

Ricerca di futuro e di conclusione

I ricercatori dicono che questi risultati confermano la predisposizione dei caponi, in particolare, a questi infezione e punto a loro come bacini idrici potenziali del virus. Più vecchi circa 4 mesi dei caponi ammalati raramente come conseguenza dell'infezione, malgrado gli alti livelli di RNA virale in un'ampia varietà di tessuti al giorno 7. nella maggior parte dei casi, il virus è stato rimosso entro 3 settimane.

Il virus è stato individuato nelle vie respiratorie, nei linfonodi e nel CSF superiori, acconsentente con i risultati più iniziali di RNA virale e le particelle nelle vie respiratorie dei caponi del subadult e dei giovani ai 3 giorni dall'inoculazione, ma non entro il sesto giorno negli ultimi.

Le differenze nello spargimento virale in feci dagli studi più iniziali possono essere dovuto le età differenti dei caponi negli altri studi come pure la variazione nello sforzo virale impiegato. Sembra, da questi studio e ricerca più iniziale, che i caponi giovanili soffrano delicato per moderare l'infiammazione delle vie respiratorie e dei linfonodi superiori.

I ricercatori riassumono: “Questi risultati correlano con l'assenza di malattia respiratoria clinicamente evidente che segue l'infezione sperimentale, con la durata e la grandezza di spargimento virale e con l'inizio delle risposte specifiche dell'anticorpo SARS-CoV-2; e senza i cambiamenti istologici o l'antigene virale virale e del RNA presenti all'interno dei tessuti respiratori dal DPC 21.„ Nella risposta, suggeriscono che i caponi dovrebbero essere schermati per capire la diffusione ed il corso naturale dell'infezione virale come pure contribuire ad impedire tale trasmissione. I metodi impiegati per tale sorveglianza dovrebbero essere tamponi nasali e rettali.

I caponi con l'infezione dovrebbero essere trattati come stati necessari ed altri caponi nella loro vicinanza dovuto la diffusione rapida del virus degli ultimi. I lavoratori che hanno molto da fare con tali animali domestici hanno bisogno della protezione pure e degli animali infettati devono essere quarantined pure. Inoltre, per evitare i proprietari dall'abbandono dei loro caponi, devono essere detti circa i rischi e che misure preventive possono catturare per evitare la diffusione e la malattia virali.

I caponi adulti sembrano essere relativamente immuni all'infezione ripetuta ed avere più alti titoli degli anticorpi di neutralizzazione che nello studio corrente. La più ricerca è necessaria contribuire a prendere in giro fuori il modo che l'infezione ha luogo, il suo impatto clinico ed il trattamento di malattia, per modellare il virus negli studi preclinici che contribuiranno a progettare le migliori terapie ed i vaccini contro le pandemie future.

Avviso *Important

il bioRxiv pubblica i rapporti scientifici preliminari che pari-non sono esaminati e, pertanto, non dovrebbero essere considerati conclusivi, guida la pratica clinica/comportamento correlato con la salute, o trattato come informazioni stabilite.

Journal reference:
Dr. Liji Thomas

Written by

Dr. Liji Thomas

Dr. Liji Thomas is an OB-GYN, who graduated from the Government Medical College, University of Calicut, Kerala, in 2001. Liji practiced as a full-time consultant in obstetrics/gynecology in a private hospital for a few years following her graduation. She has counseled hundreds of patients facing issues from pregnancy-related problems and infertility, and has been in charge of over 2,000 deliveries, striving always to achieve a normal delivery rather than operative.

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